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Bianchi e compendiario allo spartiacque tra due rivoluzioni |
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La maiolica di stile compendiario costituisce forse la più vistosa evoluzione tecnica e stilistica nella storia della ceramica europea dopo l’introduzione della tecnica della doppia cottura. Non bisogna dimenticare però che essa si iscrive in un cammino che attraversa nel tempo tutti quasi gli aspetti legati alla produzione della ceramica. Con il compendiario vengono infatti a maturazione molti frutti i cui semi erano stati gettati al tempo delle prime produzioni rivestite. Si enfatizzano i tratti sociologici rendendo più evidente la forza di attrazione dei modelli dettati dalle categorie superiori di consumo, in questo caso in particolare le stoviglie e le suppellettili di metalli pregiati. Per far questo è necessario esasperare gli aspetti tecnici attraverso l’uso più generalizzato dello stampo e, forse, grazie un’accentuazione della divisione del lavoro nelle botteghe, già presente però nel mondo tardomedievale. Il tutto rafforza i caratteri di fenomeno di moda, sicché risultano estremamente evidenti gli elementi di rottura rispetto all’horror vacui di certa maiolica rinascimentale.
“Rivoluzione” è qundi, osservando il risultato, un termine perfettamente adeguato al fenomeno, che ci pone di fronte ad un cambiamento complessivo e radicale dei canoni del gusto. Ma esso è anche una evoluzione del tutto naturale, che si serve, nelle sue premesse, proprio degli strumenti messi a disposizione dall’esperienza tecnica delle generazioni precedenti per ottenere un prodotto del tutto nuovo. |